GUIDA
A&T 2026 a Torino: cosa vedere in un giorno se guidi una PMI
A&T Automation & Testing apre all'Oval Lingotto di Torino dall'11 al 13 febbraio 2026. La guida per il titolare di PMI che ha una sola giornata: quali aree visitare, come riconoscere le demo utili e le domande da fare prima di chiedere un preventivo.
Redazione · 4 febbraio 2026
A&T Automation & Testing si tiene all’Oval Lingotto di Torino da mercoledì 11 a venerdì 13 febbraio 2026. È l’unica fiera italiana dell’automazione che si presenta dichiaratamente “a misura di PMI”, e per il titolare di un’azienda manifatturiera una giornata basta. A una condizione: arrivare con un obiettivo scritto, gli appuntamenti fissati e le domande pronte.
Quando si tiene e cosa c’è dentro
La ventesima edizione di A&T occupa l’Oval Lingotto per tre giorni, dall’11 al 13 febbraio. Secondo l’Ordine degli Ingegneri di Torino, che patrocina la manifestazione, gli espositori sono oltre 250, organizzati su sei filoni: automazione e robotica, testing e metrologia, intralogistica, sistemi di controllo, digital manufacturing e additive manufacturing.
La differenza rispetto alle grandi fiere di settore sta nel formato. Il programma di convegni, curato da un comitato scientifico industriale, è costruito su casi applicativi reali e non su presentazioni di prodotto, e gli eventi sono gratuiti per i visitatori registrati sul sito ufficiale. Per chi guida una PMI questo cambia il calcolo: la giornata a Torino non serve solo a vedere macchine, serve a sentire come aziende simili alla propria hanno affrontato un problema concreto.
Perché conviene proprio a chi ha una PMI
Le fiere maggiori dell’automazione parlano soprattutto a system integrator, grandi committenti e addetti ai lavori. A&T è nata attorno al mondo delle prove, misure e affidabilità, e negli anni si è spostata verso un pubblico preciso: l’impresa manifatturiera che deve decidere se e come automatizzare, non chi l’automazione la vende.
Il costo vero della visita, come sempre, non è il biglietto: è la giornata del titolare fuori dall’azienda. Trattarla da investimento significa scriversi prima un obiettivo solo, al massimo due. Esempi realistici: qualificare due o tre fornitori per il primo robot collaborativo, capire quanto costa portare il controllo qualità in linea invece che a campione, verificare se un sistema di intralogistica ha senso per i propri volumi. “Vedere le novità” non è un obiettivo, è il modo più rapido per tornare a casa con una borsa di cataloghi.
Il percorso in una giornata: quali aree visitare
Uno schema che funziona per chi arriva all’apertura e riparte a fine pomeriggio.
La mattina va dedicata solo agli appuntamenti fissati prima. Dal catalogo espositori online si costruisce una rosa di sei-otto stand prioritari, filtrando per merceologia, e si scrive una email al commerciale con due righe sul proprio processo. Chi arriva con appuntamento parla con il tecnico giusto; chi passa a caso parla con chi è libero in quel momento.
Il primo pomeriggio segue il proprio problema, non la mappa. Chi valuta il primo robot presidia l’area automazione e robotica, con un occhio ai cobot pensati per lotti piccoli e cambi produzione frequenti. Chi ha un tema di qualità o contestazioni dei clienti sta su testing e metrologia, il cuore storico della fiera: sistemi di visione, misura in linea, prove su componenti. Chi perde ore in movimentazione interna passa dall’intralogistica. Digital manufacturing e additive valgono la visita solo se collegati a un progetto già in testa, altrimenti assorbono tempo senza produrre decisioni.
L’ultima ora serve a tornare sugli stand interessanti visti di sfuggita e a completare le note: per ogni contatto, tre righe con chi si è incontrato, cosa si è discusso e il passo successivo concordato. I biglietti da visita senza note a fine giornata valgono zero.
Quali demo valgono davvero il viaggio
In fiera tutto funziona: pezzi campione perfetti, cicli ottimizzati, luci giuste. La demo utile si riconosce da un dettaglio: quanto assomiglia alla propria officina.
Tre criteri pratici. Primo: la demo mostra un caso applicativo con nome e cognome, con il cliente citato e i vincoli reali, oppure un esercizio da laboratorio? Le presentazioni costruite su installazioni vere sono il motivo per cui i convegni di A&T valgono più di un giro tra gli stand. Secondo: si può portare il proprio pezzo? Un fornitore di visione o di misura che accetta di provare sul componente del visitatore, in fiera o subito dopo, sta vendendo una soluzione e non un listino. Terzo: chi risponde alle domande è un tecnico o un commerciale? Se alla terza domanda sui tempi ciclo la risposta è “le faccio chiamare da un collega”, meglio annotare e passare oltre.
Le 5 domande da fare prima di chiedere un preventivo
Il preventivo chiesto in fiera arriva gonfio di ipotesi. Prima conviene fare cinque domande che il catalogo non copre:
- Chi fa l’integrazione? Il robot o il sistema di misura da soli non producono nulla: chiedere chi cura l’inserimento in linea, chi risponde se qualcosa non dialoga con le macchine esistenti e se l’integratore è locale.
- Quali sono i tempi di consegna reali, messa in servizio inclusa? E cosa prevede il contratto se slittano.
- Sotto quale quadro normativo verrà consegnata la macchina? Una macchina ordinata nel 2026 può arrivare sotto il nuovo Regolamento Macchine, applicabile da gennaio 2027: chiedere per iscritto chi firma cosa, soprattutto se l’impianto integra più macchine.
- Quanto costa il sistema dopo l’acquisto? Formazione degli operatori, contratto di assistenza dopo la garanzia, ricambi, aggiornamenti software: è qui che i preventivi si distanziano davvero.
- Quale documentazione tecnica viene fornita se l’investimento punta agli incentivi? Chi vuole agganciare l’acquisto ad agevolazioni come Transizione 5.0 deve saperlo prima di firmare, non dopo.
A queste si aggiunge la richiesta che separa i fornitori seri dagli altri: una referenza visitabile, un’azienda simile per dimensione e lavorazione dove il sistema gira da almeno un anno.
Cosa fare nelle 48 ore dopo
Il valore della fiera si incassa al rientro. Entro due giorni: rileggere le note, scrivere a ogni contatto utile richiamando il punto discusso, fissare le prove o le visite concordate. I commerciali incontrano centinaia di persone in tre giorni: chi scrive per primo, con riferimenti precisi, viene ricordato.
Poi il confronto con l’obiettivo scritto prima di partire. Se la rosa si è ristretta a due fornitori con una prova sul proprio pezzo in calendario, la giornata ha pagato. Se no, meglio saperlo subito, prima che i cataloghi finiscano in un cassetto.
Scadenza: A&T 2026 apre l’11 febbraio e chiude il 13 febbraio all’Oval Lingotto di Torino. Registrazione visitatori, catalogo espositori e programma convegni sul sito ufficiale.