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ANALISI

Competence Center Industria 4.0: cosa offrono davvero alle PMI

Il 28/09 il Mimit presenta i risultati degli otto Competence Center del Pnrr: 320 milioni di progetti attivati, 4.700 servizi, 57mila persone formate. Come accedere prima che i bandi si chiudano.

Redazione Tech B2B · 25 settembre 2026

Ekosystem, produttore lombardo di macchine per la lavorazione del poliuretano nato da due soci rimasti senza lavoro, è passato dalla vendita di ricambi a fornire gruppi industriali internazionali anche investendo nella formazione dei propri tecnici insieme a Made, il Competence Center per l’Industria 4.0 guidato dal Politecnico di Milano. Il 28 settembre, in Sala degli Arazzi al Mimit, il ministero mette sul tavolo il conto complessivo di otto centri come Made: 320 milioni di euro tra progetti e servizi attivati, 4.700 interventi di orientamento e formazione erogati alle imprese, 57mila persone formate in 1.460 corsi.

Perché ti riguarda

Se la tua azienda non ha mai sentito parlare di Competence Center, non sei un’eccezione: l’84% dei servizi erogati finora è andato a PMI, ma la platea potenziale resta molto più ampia di chi ne ha già usufruito. Questi otto centri, nati con il piano Industria 4.0 e rifinanziati dal Pnrr, offrono a un’azienda manifatturiera formazione tecnica, test di prodotto in ambiente reale, consulenza per un progetto di digitalizzazione: spesso a costo agevolato o gratuito nella fase di orientamento. La finestra Pnrr non è infinita, e il 28 settembre il Mimit apre anche il capitolo su cosa resterà attivo dopo.

Cosa sono i Competence Center e chi sono gli otto ufficiali?

Sono centri di trasferimento tecnologico a guida universitaria, selezionati dal ministero con un bando pubblico e cofinanziati da un partenariato di imprese private. L’elenco ufficiale, riportato sulla pagina Mimit dedicata, conta otto nomi: Artes 4.0, Bi-Rex, Cim, Cyber 4.0, Made, Meditech, Smact, Start 4.0. Ognuno ha una specializzazione e una sede di riferimento, ma lavorano in rete: secondo i dati che il Mimit presenta il 28/09, le aziende che si sono rivolte a più di un centro lo hanno fatto per esigenze tecnologiche o progettuali diverse, non per doppioni territoriali. Un’impresa del Nordest può quindi bussare a Smact per un progetto sui dati di produzione e, in parallelo, chiedere a un altro centro una competenza che Smact non copre.

Quanto pesano davvero i risultati che il Mimit presenta il 28 settembre?

I numeri principali, anticipati da Industria Italiana e confermati nella pagina di presentazione dell’evento pubblicata da Insidertrend e dal consorzio Edih Pride, raccontano un effetto leva: 180 milioni di euro di contributi pubblici hanno attivato progetti e servizi per 320 milioni, quasi il doppio. A questo si aggiungono 733 imprese beneficiarie di bandi per progetti di ricerca e innovazione, 1.550 eventi gratuiti di orientamento che hanno raggiunto 40mila aziende, e una quota di soddisfazione dichiarata (93,3% delle imprese intervistate dice che l’intervento ha fatto la differenza) che arriva non dal centro che eroga il servizio ma da un’indagine indipendente: l’Università di Padova e il Cnr hanno raccolto circa 1.200 questionari e interviste dirette tra settembre 2025 e giugno 2026, presentati il 28/09 da Eleonora Di Maria (Smact, Università di Padova) e Andrea Filippetti (Cnr). È la distinzione che conta: un numero diffuso dal centro che lo produce misura quanto lavora quel centro, un numero verificato da un ente terzo misura se quel lavoro serve davvero a chi lo riceve.

Come si accede in pratica, e cosa può ottenere un’azienda?

Il percorso tipico parte da un servizio gratuito: un incontro di orientamento in cui il centro individua, insieme all’azienda, il progetto o la competenza da rafforzare. Da lì si aprono tre strade concrete.

  1. Formazione tecnica per i dipendenti, spesso in aula insieme a partner industriali del centro (nel caso di Made, aziende come Abb, Bosch, Siemens partecipano alla didattica), su temi come manutenzione predittiva, gestione dati di produzione, cybersecurity industriale.
  2. Test di prodotto e prototipazione, nelle aree dimostrative dei centri: un’azienda può verificare un nuovo processo o componente su una linea reale prima di investire in produzione, quello che Made chiama attività “test before invest”.
  3. Consulenza per un progetto di innovazione, che in alcuni casi si accompagna a un bando per contributi diretti: nel solo 2024, i Competence Center hanno erogato circa 330 servizi di consulenza alle PMI per oltre 10 milioni di euro, e attivato 19 bandi che hanno finanziato 211 progetti per quasi 24 milioni.

Chi valuta anche l’iperammortamento per l’acquisto di macchinari 4.0 o 5.0 troverà utile sapere che i due strumenti si possono combinare: la formazione passa dal Competence Center, l’investimento in beni strumentali dalla misura fiscale, come spiegato nella nostra guida all’iperammortamento 2026.

Cosa cambia dopo la chiusura del Pnrr?

La parte finanziata dal Pnrr (misura M4C2) ha una scadenza di rendicontazione fissata dal piano europeo, e l’evento del 28 settembre è esplicitamente intitolato “dal Pnrr alle nuove progettualità”: il Mimit userà l’occasione per indicare quali servizi restano strutturali oltre la misura attuale. Per un titolare di PMI la scelta pratica è quindi temporale: un primo contatto di orientamento oggi costa in genere solo tempo, mentre l’accesso a un bando di finanziamento per un progetto di innovazione ha finestre che si aprono e chiudono, come già accade per gli sportelli a valere sulla misura sviluppo competenze del ministero. Aspettare la fine ufficiale del Pnrr per informarsi rischia di far perdere proprio la parte gratuita del percorso.

Il divario che questi centri provano a colmare è lo stesso fotografato dai dati Istat sulla digitalizzazione delle imprese italiane, dove la distanza tra grandi aziende e PMI nell’adozione di tecnologie 4.0 resta ampia, come abbiamo raccontato nella nostra analisi dei dati Istat sulla digitalizzazione delle PMI. La differenza tra Industria 4.0 e Industria 5.0, cioè tra automazione e automazione centrata sulle persone, è anche il criterio con cui alcuni Competence Center stanno orientando i nuovi progetti: ne abbiamo scritto nella guida su Industria 5.0 e 4.0.

Vai più a fondo

Fonte primaria: pagina ufficiale Mimit sui Centri di competenza ad alta specializzazione, con elenco degli otto centri e modalità di accesso ai bandi. Sui dati dell’evento del 28 settembre: Industria Italiana, Insidertrend ed Edih Pride. Sul caso Ekosystem: Hr-Link.

Continua su Tech B2B: la nostra analisi dei dati Istat sulla digitalizzazione delle PMI, la guida su Industria 5.0 e 4.0 e la guida all’iperammortamento 2026.

Tempo di lettura: 5 minuti

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