NORMATIVA
AI Act e fabbrica: le 4 date da segnare tra il 2026 e il 2028 se usi sistemi intelligenti
L'AI Act si applica per gradi: obblighi generali dal 2 agosto 2026, sistemi ad alto rischio dal 2027 e 2028. Le date che contano per chi usa AI in fabbrica.
Redazione · 21 aprile 2026
Il regolamento europeo sull’intelligenza artificiale, l’AI Act, si applica per gradi e le date che contano per una PMI manifatturiera sono quattro. In vigore dal 1° agosto 2024, ha già reso operativi i divieti sulle pratiche vietate (2 febbraio 2025) e le regole sui modelli di AI per uso generale (2 agosto 2025). Il grosso degli obblighi si applica dal 2 agosto 2026. Per i sistemi ad alto rischio il calendario rivisto con le modifiche proposte a novembre 2025, in corso di adozione a livello europeo, prevede due tappe successive: 2 dicembre 2027 per gli impieghi ad alto rischio elencati nel regolamento e 2 agosto 2028 per i sistemi di AI integrati in prodotti già regolamentati, macchine comprese. Il quadro completo è sulla pagina ufficiale della Commissione europea.
Perché ti riguarda: l’AI è già entrata in fabbrica dentro prodotti comprati per fare altro: sistemi di visione per il controllo qualità, software di manutenzione predittiva, cobot con funzioni adattive, gestionali con moduli di selezione del personale. L’AI Act distribuisce obblighi diversi a seconda del ruolo: chi produce il sistema ha i doveri maggiori, ma anche chi lo usa ha responsabilità proprie. Sapere in quale casella cadi evita sia gli allarmismi sia le sorprese.
Quali sistemi in fabbrica saranno considerati ad alto rischio?
Il regolamento ragiona per categorie di rischio. Per un’azienda manifatturiera i casi rilevanti sono due.
Il primo riguarda l’AI come componente di sicurezza di prodotti già coperti da normativa europea di prodotto: è il caso delle macchine. Se un sistema di intelligenza artificiale svolge una funzione di sicurezza dentro una macchina soggetta a valutazione di conformità, ricade nel regime ad alto rischio con applicazione dal 2 agosto 2028. È un tema che si intreccia con il nuovo Regolamento Macchine, applicabile da gennaio 2027, che già considera i sistemi con comportamento autoapprendente: ne abbiamo scritto nella guida al Regolamento 2023/1230.
Il secondo riguarda gli impieghi elencati come ad alto rischio dal regolamento stesso, con applicazione dal 2 dicembre 2027. Per un’impresa il caso più concreto è la gestione dei lavoratori: sistemi di AI usati per selezionare candidati, assegnare compiti o valutare le prestazioni rientrano in quest’area. Se il tuo gestionale HR promette screening automatico dei curricula, la domanda al fornitore va fatta adesso.
Fuori da questi perimetri, la gran parte degli usi aziendali comuni, come i chatbot o gli strumenti di produttività, comporta al massimo obblighi di trasparenza e di alfabetizzazione del personale, già applicabili.
Cosa deve fare chi usa l’AI, non chi la produce?
La posizione tipica della PMI è quella di utilizzatore, in gergo “deployer”. Gli obblighi principali per i sistemi ad alto rischio: usare il sistema secondo le istruzioni del fornitore, garantire sorveglianza umana con personale competente, conservare i log quando sono sotto il proprio controllo e informare i lavoratori quando un sistema ad alto rischio li riguarda. Nulla di irraggiungibile, ma nulla che si improvvisi la settimana prima della scadenza.
C’è poi un rischio contrattuale da presidiare subito: chi modifica in modo sostanziale un sistema ad alto rischio, o appone il proprio marchio su un sistema altrui, può assumere gli obblighi del fornitore. Le personalizzazioni spinte vanno quindi discusse con chi vende, mettendo per iscritto chi risponde di cosa.
Un ultimo punto spesso frainteso: il regolamento non vieta l’uso dell’AI in produzione e non impone certificazioni a chi usa strumenti generici di produttività. La struttura a categorie di rischio serve esattamente a concentrare gli obblighi dove il danno potenziale è alto. Per la maggior parte delle PMI il lavoro vero non è la conformità, ma la mappatura: sapere quali dei propri sistemi contengono AI e in quale categoria ricadono. Chi arriva alle scadenze con questa mappa già fatta trasforma un obbligo in ordinaria gestione fornitori.
Che domande fare ai fornitori da qui al 2027?
In pratica:
- Censisci l’AI che hai già. Controllo qualità con visione, predittiva, pianificazione, HR: chiedi a ogni fornitore se e dove i suoi prodotti usano sistemi di intelligenza artificiale e in quale categoria di rischio si collocano.
- Metti l’AI Act nei nuovi contratti. Per ogni acquisto con componenti intelligenti, chiedi l’impegno scritto del fornitore alla conformità alle scadenze applicabili e la consegna di istruzioni d’uso adeguate.
- Forma chi supervisiona. La sorveglianza umana richiesta dal regolamento presuppone persone che capiscono cosa fa il sistema: le ore di formazione vanno preventivate ora.
- Tratta il tema insieme alla sicurezza informatica. Gli obblighi di robustezza e i requisiti della direttiva NIS2 si sovrappongono in parte: conviene un unico piano, come suggerisce la nostra checklist NIS2 per manifatturiere.
Scadenza: 2 agosto 2026 per l’applicazione generale del regolamento; 2 dicembre 2027 per gli impieghi ad alto rischio elencati; 2 agosto 2028 per l’AI integrata nelle macchine e negli altri prodotti regolamentati.
Disclaimer: questo articolo è informativo e non sostituisce la consulenza legale. Verifica l’inquadramento dei tuoi sistemi con il tuo consulente sui testi ufficiali linkati.